L'organismo umano è composto del 65-70% di acqua. Questa condizione è superflua per indicare l'importanza di questo elemento, ma rende l'idea! Senza non si campa. Questo lo sanno bene le multinazionali e i privati che, in un momento di drammatica crisi economica, pur di continuare a fare UTILI, si sono buttate sull'oro blu! Il nostro paese ha già una grande fetta di acqua in mano ai privati, lo dimostrano le numerose marche di acque minerali che troviamo sugli scaffali dei supermercati. In molti altri paesi occidentali queste acque imbottigliate sono vendute come fossero bibite! Nascondersi dietro futili motivazioni come l'incapacità dei comuni di gestire questo bene prezioso non mi convincono. L'incuria con cui sono tenuti gli acquedotti, l'arretratezza sul sistema di depurazione sono a mio avviso volute per sostenere la loro tesi: privato meglio del pubblico (come per la sanità, i mezzi pubblici, ecc). Le realtà privatizzate del nostro paese ci mostrano ben altri scenari: le FS che si barcamenano tra ritardi e arretratezza della rete ferroviaria, la SIP diventata Telecom con una copertura dell'ADSL da terzo mondo e tariffe da paura (senza contare gli affari dei vari tronchetti dell'infelicità che ci stanno dietro). Lessi su un blog che ora non rammento che la Francia guarda con interesse al NO poiché un'azienda transalpina, nella holding di quella che gestisce al nucleare, potrebbe far man bassa della privatizzazione della rete idrica, forte del debito pubblico italiano che la Francia si sia accollata, un po' come è successo nel caso Alitalia. Mi sembra doveroso quindi tutelare che questo bene prezioso, per il quale si sono combattute anche guerre, rimanga proprietà dei cittadini. Sì il 12-13 giugno!

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